PUNTATE - Serie TV - Marco Polo

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MARCO POLO

Nazionalità: coproduzione internazionale - Anno di produzione: 1982 - Genere: sceneggiato -avventura - Numero puntate: 8 - Durata puntate: 60 min.

Genova, XIII secolo. Interrogato da due frati dell'Ordine Domenicano nel carcere di Genova, lo scrittore Rustichello da Pisa è costretto a narrare le avventure di Marco Polo, un esploratore veneziano e compagno di cella, da cui ha raccolto le incredibili testimonianze dei suoi viaggi. Il racconto, ricco di particolari, inizia descrivendo le speranze dell'adolescente Marco, che attende il ritorno del padre e dello zio dal loro viaggio nel misterioso Oriente. Al loro rientro, Marco riesce a convincere il padre Niccolò a portarlo con sé alla successiva spedizione. Dopo un viaggio della durata di tre anni e mezzo, attraverso la Via della Seta, Marco viene accolto con tutti gli onori dal leggendario imperatore cinese Kublai Khan. Al suo ritorno a Venezia, dopo diciassette anni, Marco viene però arrestato. I due frati ritengono i racconti delle sue avventure totalmente inverosimili e accusano l'esploratore di eresia.

La realizzazione di questa guida è stata possibile grazie all'amichevole contributo di Giuliano Montaldo
PUNTATE
Una coproduzione RAI Radiotelevisione Italiana, NBC (USA), TBS (Giappone), CCAA (Cina), Prima Rete TV e Franco Cristaldi - Tratto dal romanzo Il Milione di Marco Polo – Sceneggiatura di David Butler, Vincenzo Labella, Giuliano Montaldo - Fotografia di Pasqualino De Santis – Costumi di Enrico Sabbatini - Musiche di Ennio Morricone - Regia di Giuliano Montaldo

Con Ken Marshall (Marco Polo), Denholm Elliott (Niccolò Polo), Tony Vogel (Matteo Polo), David Warner (Rustichello da Pisa), Mario Adorf (Giovanni), F. Murray Abraham (Jacopo), Patrick Mower (Frate Damiano), Ying Ruocheng (Kublai Khan), Beulah Quo (Imperatrice Chabi), Jun'ichi Ishida (Principe Chinkin)

Marco Polo, assieme a Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli, è lo sceneggiato italiano di maggior successo internazionale e il più costoso della storia della nostra televisione fino a quel periodo. Fu girato in tre continenti diversi (Europa, Africa e Asia) e richiese la partecipazione di circa 40.000 persone fra attori, comparse e personale tecnico e artistico per la maggior parte della Rai. Venduto in ben 46 paesi, il colossal di Giuliano Montaldo si avvale della partecipazione di un cast d'eccezione: attori internazionali come Burt Lancaster, John Gielgud, Anne Bancroft e Denholm Elliott. Ennio Morricone, collaboratore storico di Montaldo, si occupò della colonna sonora; le musiche del compositore romano sono fra le più suggestive e memorabili degli sceneggiati Rai.

L'opera, andata in onda dal 5 dicembre 1982, fu trasmessa per la prima volta in otto puntate. Successivamente, sia in Italia che all'estero, sono state prodotte edizioni montate ad hoc per ridurre la serie a sei o a quattro puntate. Marco Polo ha avuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il prestigioso Emmy Award, vinto nelle categorie Migliore miniserie e Costumi.
Primo Episodio: L'ATTESA
Trasmesso su Rai 1 il 5 dicembre 1982

Con Anne Bancroft (la madre di Marco), John Gielgud (Doge di Venezia), John Houseman (Patriarca di Grado), Georgia Slowe (Caterina), Marilù Tolo (Fiammetta), Gino Santercole (Giuseppe), Roberto Miracco (Bartolomeo), Jack Watson (il vecchio marinaio), Alexandre Picolo (Marco bambino), John Dicks (Frate Filippo), Gordon Mitchell (Capitano Arnolfo), Rossella Como (Donna Laura), Maria Pia Colonnello (la nutrice), Paul Muller (Frate Anselmo), Renato Scarpa (Frate Tommaso), Corrado Gaipa (il consigliere), Rate Furlan (l’altro consigliere), Franco Fantasia (il capitano veneziano), Rodolfo Mercenaro (il mercante), Carlo Nardone (il marinaio), Lorenzo Rizzato (il nobile veneziano), Enzo Spitaleri (un consigliere)
Carcere di Genova, inverno 1298. Il poeta Rustichello da Pisa viene interrogato da due frati domenicani che cercano informazioni su un suo compagno di cella, Marco Polo, sedicente mercante ed esploratore veneziano, indagato per eresia. Lo scrittore racconta le gesta di Marco fin dalla sua giovane età. A sette anni è un ragazzino curioso che attende il ritorno del padre Niccolò e dello zio Matteo, mercanti veneziani partiti per l'Oriente prima che lui nascesse. Al loro rientro, alcuni anni dopo, Niccolò racconta a Marco, ormai adolescente, le meraviglie dei paesi da lui visitati, suscitando nel giovane un concreto interesse per l'esplorazione. I Polo cercano intanto di promuovere un'alleanza commerciale fra la Repubblica di Venezia e i Mongoli per finanziare il loro prossimo viaggio in Cina…

  • «La ricerca del protagonista fu piuttosto faticosa. Inizialmente, dopo più di cento provini, avevamo scelto un bravo attore americano con esperienza a Broadway, ma dopo il primo giorno di riprese si mostrò a disagio; capimmo che non avrebbe resistito per molti mesi lontano dalle sue comodità americane e decidemmo di sostituirlo il giorno dopo con Ken Marshall» (Giuliano Montaldo).
  • Ken Marshall (28 anni all'epoca) ha interpretato, fra gli altri, il tenente Eddington in nove episodi di Star Trek: Deep Space Nine.
  • Fra gli attori considerati per il ruolo di Marco vi furono Peter Firth, Michael Ontkean e Mandy Patinkin.
  • Le riprese dello sceneggiato iniziarono nel novembre del 1980 e andarono avanti per ben 13 mesi.
  • Il successo di pubblico fu talmente eclatante che le puntate venivano replicate il giorno dopo, il lunedì pomeriggio.
  • Le puntate andate in onda nel 1982 non furono numerate in video, se non in fondo ai titoli di coda, né avevano un titolo specifico; quello riportato nella nostra scheda è stato ripreso dal Radiocorriere TV dell'epoca.
  • Lo sceneggiato era già stato trasmesso, con grande successo di pubblico, negli Stati Uniti.
Secondo Episodio: I CROCIATI
Trasmesso su Rai 1 il 12 dicembre 1982

Con Burt Lancaster (Teobaldo Visconti), Ian McShane (Ali Ben Youssuf), Sada Thompson (Zia Flora), Riccardo Cucciolla (Zio Zane), Georgia Slowe (Caterina), Tony Lo Bianco (Frate Nicola), Al Buckley (Frate Guglielmo), Gino Santercole (Giuseppe), Bruno Zanin (Giulio), Bruno Corazzari (Agostino), Roberto Miracco (Bartolomeo), Donato Castellaneta (il monaco), Nanni Massa (Messer Paolo), Salvatore Puntillo (Messer Andrea), Enzo Robutti (Cardinale), Maria Pia Colonnello (la nutrice), Giulio Gaslini (Messer Lorenzo), Germano Moratelli  (il Cardinale), Angelo Pellegrino (l’altro monaco), Francesco Filippo Fassina (il segretario del Papa), Renato D'Amore (il messaggero)
Alla vigilia di un nuovo viaggio dei fratelli Polo verso l'Oriente, Marco chiede invano al padre Niccolò di portarlo con sé. Le cose cambiano quando Giuseppe, il padre di Caterina, la ragazza di Marco, chiede ai Polo un risarcimento per aver compromesso la verginità della figlia. I due fratelli decidono quindi di portare con loro Marco, almeno fino a Gerusalemme, da dove poi tornerà indietro quando si saranno calmate le acque. Anche Giulio, un amico di Marco, ed altri uomini si uniscono alla spedizione. Dopo alcune settimane, i Polo giungono in Terra Santa, dove assistono ad un massacro di beduini da parte dei Crociati. Ad Acri, qualche giorno dopo, incontrano Teobaldo Visconti, cui i Polo regalano l'olio del Santo Sepolcro; questi comunica loro che è appena stato eletto Papa e affida loro un importante messaggio da consegnare all'imperatore cinese...

  • Teobaldo Visconti fu realmente eletto Papa (assumendo il nome di Gregorio X) a seguito di un conclave durato per ben tre anni, il più lungo nella storia del papato.
  • La scena dell'incoronazione papale fu girata nell'abazia di Fossanova, vicino a Latina.
  • Le parti con Burt Lancaster furono girate in Italia, durante un periodo di tre settimane. L'attore era reduce dalla partecipazione in 'La Pelle', di Liliana Cavani, dove aveva lavorato anche Ken Marshall.
  • La rivoluzione iraniana e anche l'invasione dell'Afghanistan da parte dell'URSS, costrinsero la produzione a ricreare le aree persiane in Marocco.
  • L'attore Franco Fantasia fu anche Maestro d'Armi della produzione.
Terzo Episodio: VERSO IL TIBET
Trasmesso su Rai Uno il 19 dicembre 1982

Con Ian McShane (Ali Ben Youssuf), Tony Lo Bianco (Frate Nicola), Al Buckley (Frate Guglielmo), Antonella Murgia (Zora), Gino Santercole (Giuseppe), Bruno Zanin (Giulio), Bruno Corazzari (Agostino), William Squire (Locandiere), Andrew Kier (Vecchio Pastore)
Dopo essere stati catturati da un gruppo di beduini, i Polo vengono portati davanti al comandante Ali Ben Youssuf. Marco e tutti gli altri rischiano la pena di morte in quanto cristiani, ma il capo saraceno, di origini italiane e convertito all'islam, decide di salvar loro la vita e di lasciarli andare. Prima di partire verso la Persia, Marco dà degna sepoltura all'amico Giulio, ucciso dai beduini durante la loro cattura. I due frati che viaggiano con loro, Nicola e Guglielmo, decidono intanto di scappare e ritornare ad Acri. Durante il cammino, i Polo giungono nella città di Saveh, dove restano affascinati dall'incredibile fenomeno dei pozzi di fuoco. La guerra fra mongoli e musulmani costringe la comitiva ad una larga deviazione per raggiungere il porto di Hormuz, ma qui, a causa della peste, tutte le navi sono state date alle fiamme; i Polo sono dunque costretti a proseguire via terra. Giunti finalmente in Tibet, vengono travolti da una valanga...

  • Oggi, nella città di Saveh (in Iran) non vi sono pozzi di fuoco, ma sopravvive la leggenda, come narrato nell'episodio, che i Re Magi siano sepolti ai piedi delle sue colline.
  • Secondo il montatore Nino Baraldi, ci sono voluti due anni di lavoro alla moviola per mettere assieme i 17.000 metri di pellicola che compongono gli otto episodi. La lunghezza originale di tutti i film ammontava a 220.000 metri!
  • La scena della valanga fu realizzata vicino ad una stazione sciistica sulle Dolomiti.
  • Fra ricerca certosina e tessitura, il costumista Enrico Sabbatini ha impiegato ben quattro anni per realizzare i costumi dello sceneggiato: «Una produzione come quella di Marco Polo non consentiva falsi storici».
  • «Quando demmo i costumi alle comparse (quasi totalmente abitanti del luogo) ne furono talmente entusiasti che andarono immediatamente a casa da parenti e amici per farglieli vedere. Il problema fu che ritornarono dopo tre giorni, procurandoci gravi ritardi, nonché la seria preoccupazione che fossero spariti coi costumi» (Giuliano Montaldo).
  • A partire dal 2004 Ian McShane interpreterà Al Swearengen, il gestore del saloon nel telefilm "Deadwood". Ancora più recentemente sarà Mr. Wednesdayy in "American Gods".
Quarto Episodio: I MONGOLI
Trasmesso su Rai Uno il 26 dicembre 1982

Con Jesse Dizon (Novizio), En Pe Sen (Bektor), Yu Shao Gang (Caidu), James Hong (Phags Pa), Yang Kang (Kasar), Coi Huang Xiao Lei (Chen Pao), Nanni Massa (Messer Paolo), Salvatore Puntillo (Messer Andrea), Giulio Gaslini (Messer Lorenzo)
Dopo essersi salvati dalla valanga nel Pamir, grazie all'intervento di alcuni monaci buddisti, Marco, Niccolò, Matteo e Jacopo si rimettono in cammino lungo il Deserto del Gobi, fino a giungere Gansu, in Cina settentrionale. Qui godono dell'ospitalità di Bektor, capo di una tribù nomade mongola, e assistono a sontuose danze ed esibizioni equestri. Dopo aver acquistato dei cavalli, i Polo riescono a raggiungere Shang-Du, una bellissima città sul lago fatta di bambù e che trae energia da una misteriosa 'pietra nera'. Qui incontrano Kublai Khan, al quale consegnano i doni del Papa. Durante la loro permanenza, Marco apprende con curiosità modi e costumi cinesi, grazie anche all'aiuto dell'imperatrice Chabi e dell'erede al trono Chinkin. Kublai, colpito dalla memoria visiva di Marco, gli affida il compito di redigere delle nuove mappe geografiche...

  • Per le scene di massa con la cavalleria girate in Mongolia, la produzione cinese si avvalse della destrezza equestre delle popolazioni locali. «Ad un certo punto, mi dissero di stare in mezzo al prato e di aspettare. Dopo qualche minuto vidi numerosi cavalli galoppare verso di me: rimasi paralizzato dalla paura perché non c'era nessuno in groppa. Quando pensavo che mi avrebbero travolto, ecco spuntare improvvisamente i cavalieri, che si erano ben accovacciati risultando nascosti all'occhio dell'osservatore. Quella destrezza particolare mi colpì molto e decisi di inserirla in una scena» (Giuliano Montaldo).
  • Per risparmiare sui costi, stoffe e suppellettili furono comprate in Marocco e in Cina. Il costumista Sabbatini trovò le bellissime selle (con le gualdrappe ricamate in oro e argento) in Marocco; 58 selle al prezzo modico di 350.000 lire l'una. In Cina, furono acquistate stoffe pregiate per 40.000 comparse al prezzo di 160 milioni di lire. A suo dire, in Italia sarebbero costate 10 volte tanto.
Quinto Episodio: ALLA CORTE DI KUBLAI KHAN
Trasmesso su Rai Uno il 2 gennaio 1983

Con James Hong (Phags Pa), Leonard Nimoy (Achmet), Yu Shao Gang (Caidu), Zao Er-Xong (Nayan), En Pe Sen (Bektor), Tetsuro Tamba (Vasaio), Gordon Mitchell (Capitano Arnolfo), John Dicks (Frate Filippo), Chi Huang Xiao-Lei (Chen Pao), Sun Shu-Ling (Argan), Jan Xireng (Astrologo), She Wuen (Re di Corea), Ma Qiang (Yeli Shue), Lao-Li (Bayan)
Durante una battuta di caccia, Marco salva Chinkin da un attacco epilettico. La sua risolutezza rischia di costargli la vita perché la condizione del principe deve rimanere segreta; Marco riesce però a convincere Kublai Khan ad accettare la sua malattia come un 'segno di grandezza'. Intanto, il monaco buddista consigliere Phags Pa, preoccupato dell'influenza dei Polo sull'imperatore, teme che il cristianesimo possa infiltrarsi a corte. Una volta ristabilitosi, Chinkin e Marco si recano dall'astrologo per conoscere l'esito di un possibile attacco al Giappone; ma nonostante la profezia sia sfavorevole, Kublai è deciso a dare luogo all'invasione...

  • Leonard Nimoy, qui nel ruolo del ministro Achmet, è noto ai fan della fantascienza per avere interpretato il Signor Spock in Star Trek.
  • L'attore mongolo Hen Pe Sen non riusciva a pronunciare i dialoghi in inglese in maniera intelligibile. Montaldo ebbe l'idea di fargli 'indossare' una folta barba in modo da minimizzare la visuale dello spettatore sul movimento delle labbra. I suoi dialoghi vennero in seguito doppiati.
  • La sontuosità e raffinatezza dei costumi era uno dei marchi di fabbrica dello sceneggiato. In collaborazione con le Ferrovie dello Stato fu organizzata una mostra itinerante delle opere di Sabbatini, con vere e proprie sale da museo allestite all'interno dei vagoni del 'Treno Milione'. La mostra fece tappa in ben 18 città italiane.
Sesto Episodio: NEL REGNO DEI SUNG
Trasmesso su Rai Uno il 9 gennaio 1983

Con James Hong (Phags Pa), Leonard Nimoy (Achmet), Soon Tech Ho (Wang Zhu), Chang Zai Bao (Yang Ku), Anges Chan (Mei Li), Kathryn Dowling (Monica), Chao Zen Ying (Governatore), Terry Raven (Talib)
Il ministro Achmet, nel tentativo di ridurre l'influenza che Marco sta avendo sul principe Chinkin, si sbarazza subdolamente di lui inviandolo come esattore delle tasse a Yanzhou, una zona meridionale della Cina. Egli viene accompagnato da Jacopo e dallo zio Matteo, che approfitta del viaggio per intraprendere accordi commerciali con gli abitanti della zona, e in particolare con una misteriosa tribù di immortali in grado di trasformare qualsiasi metallo in oro. Durante il viaggio, la comitiva resta vittima di una strana imboscata: qualcuno, senza riuscirci, cerca di assassinare Marco. Giunti a Yanzhou, Marco resta sorpreso dal duro regime di tassazione su un villaggio di poveri contadini e pescatori. Fra di essi, vive Monica, una ragazza di origini veneziane adottata da un poeta cinese...

  • Nell'edizione in DVD prodotta da Rai Trade per l'edizione inglese, che peraltro contiene molti tagli, sono incluse delle scene inedite non trasmesse all'epoca dalla Rai. Si tratta di una parte di circa 2 minuti e 20 secondi in cui viene palesata la gravità della malattia del principe Chinkin. Qui, infermo, discute di poesia con Marco e ha bisogno del suo aiuto quando deve alzarsi dal trono. Un'altra scena, di circa 4 minuti e 30 secondi, mostra Marco e Matteo al cospetto dell'immortale, un vecchio saggio che vive in una grotta e che spiega ai due visitatori il significato della filosofia orientale.
  • James Wong vanta numerosissime apparizioni in produzioni hollywoodiane. Ha interpretato, fra gli altri, l'immortale Lo Pan nel film cult 'Grosso Guaio a Chinatown'. Di recente ha avuto un cameo come gestore di un ristorante cinese in 'The Big Bang Theory'.
  • Monica è un personaggio aggiunto per dare a Marco una storia d'amore, ma che non ha corrispondenza ne "Il Milione".
  • Per girare le scene nei pressi della Muraglia Cinese, la produzione dovette sborsare circa 1000 dollari per spostare alcuni proprietari locali di cammelli. Essi infatti si guadagnavano da vivere affittando i loro animali ai turisti e si rifiutarono di lasciare libero il set se la produzione non gli avesse pagato il corrispettivo di una giornata di lavoro.
Settimo Episodio: LA CONGIURA
Trasmesso su Rai Uno il 16 gennaio 1983

Con Chang Zai Bao (Yang Ku), Soon Tech Ho (Wang Zhu), Kathryn Dowling (Monica), Tetsuro Tamba (Vasaio), James Hong (Phags Pa), Leonard Nimoy (Achmet), Gordon Mitchell (Capitano Arnolfo), Anges Chan (Mei Li), Chao Zen Ying (Governatore), Terry Raven (Talib), Sun Shu-Ling (Argan), Chan Chun Siao (Ammiraglio Wong), Vernon Dobtcheff (Pietro de Abano), Lao-Li (Bayan), Ma Qiang (Yeli Shue), Lo-Ma (Consigliere Kublai)
Marco e Monica si mettono alla ricerca di Matteo, persosi durante un'escursione solitaria fra le montagne; dopo averlo ritrovato in stato di esaltazione spirituale, i tre ritornano al villaggio. Qui, scoprono che molte case sono state date alle fiamme dai soldati dell'imperatore e che molte donne, tra cui Mei Li, sorella di Monica, sono state rapite perché scelte come concubine per signori di alto rango. Durante gli scontri, Jacopo viene ferito gravemente; accudito amorevolmente, sceglie di rimanere al villaggio quando i Polo decideranno di tornare a Venezia. Marco, intanto, dopo aver chiesto invano ad Achmet di intervenire per aiutare a ritrovare Mei Li, teme per la vita di Monica. Ma la donna in realtà fa parte di una fazione di ribelli che vuole vendicare l'attacco al villaggio e che cospira l'assassinio del ministro imperiale Achmet...

  • Le musiche di Ennio Morricone ebbero un grande successo, al punto che la prima edizione della colonna sonora andò esaurita in poche settimane: «Sono soddisfatto, ma comporre della buona musica non basta; va poi eseguita. Buona parte del successo dipende dall'esecuzione. Mi sono avvalso di solisti d'eccezione, come la flautista Marianne Eckstein e il violista Dino Asciolla, cui ho affidato il tema di Marco».
  • La scena in cui Achmet seduce Mei Li dovette essere girata con grande cura per non suscitare scandalo fra gli spettatori cinesi. Leonard Nimoy ricorda che la scena fu girata sotto la supervisione di un addetto alla censura.
  • Ying Ruo-Cheng era uno degli attori cinesi più famosi. Era laureato in Lingue Straniere e aveva tradotto in cinese alcune opere teatrali americane. Durante le riprese si occupava di aiutare gli altri attori cinesi a pronunciare l'inglese correttamente. Dei 45.000 dollari di salario, solo 1.500 restarono all'attore; il resto venne infatti confiscato dal governo. In passato, a causa della sua esterofilia, durante la Rivoluzione Culturale, la moglie di Mao lo aveva costretto per un periodo a lasciare le scene e andare a raccogliere riso. Ruo-Cheng ha anche interpretato il ruolo del governatore di un campo di concentramento nel pluripremiato "L'ultimo Imperatore" di Bertolucci.
Ottavo Episodio: RITORNO A VENEZIA
Trasmesso su Rai Uno il 23 gennaio 1983

Con James Hong (Phags Pa), Beulah Khow (Chabi), Zao Er-Xong (Nayan), Vernon Dobtcheff (Pietro De Abano), John Karsen (Giudice), Lao-Li (Bayan), Na Ren Hua (Kokacin)
Nayan, uno dei fratelli di Kublai Khan, ha dichiararato la sua supremazia sulle terre da lui governate. Dopo aver inviato invano Marco Polo per tentare di farlo rinunciare ai suoi propositi di indipendenza, Kublai decide di attaccarlo, conducendo l'esercito personalmente. Dopo aver sedato la rivolta nel sangue e ristabilita la pace nell'impero, i Polo chiedono a Kublai di lasciarli ritornare a Venezia, ma egli si rifiuta di farli andare – ha ancora bisogno dei loro servigi e dei loro consigli. Quando si pone il problema di scortare la principessa Kokacin in Medio Oriente, promessa in sposa ad un nobile persiano dopo la morte di Chinkin, Marco, Niccolò e Matteo, conoscendo bene la rotta e i suoi pericoli, si offrono di accompagnarla. Il Grande Khan, a malincuore, accetta l'offerta dei Polo e concede loro di ritornare a Venezia...

  • Una delle sfide per il direttore della fotografia Pasqualino De Santis era quella di adattare il proprio lavoro alle luci diverse delle diverse località in cui lo sceneggiato fu girato: «È come se avessi fatto quattro film, uno a Venezia, uno in Marocco, uno in Cina e uno in Mongolia». Qualche anno prima, De Santis aveva vinto un Oscar per il "Romeo e Giulietta" di Zeffirelli.
  • Durante le riprese in Cina, il governo cercò di spremere quanto più possibile la produzione italiana per l'affitto del Palazzo Imperiale nella Città Proibita, aumentandone continuamente i costi; per porre fine a quelle richieste assurde, il delegato Vincenzo Sabella dovette minacciare di spostare le riprese in Corea del Sud.
  • Ken Marshall fu seriamente preso dalla nostalgia per la sua famiglia. L'attore ammise di sentirsi solo in mezzo a tanti italiani che invece non avevano problemi a fraternizzare e fare baldoria.
  • «Uno dei problemi 'minori' fu quello di rimanere lontano da casa per molti mesi. In alcuni casi, come in Mongolia, dovemmo dormire in locande spartane, lontano dai soliti hotel di lusso. Molti si lamentavano del cibo, mentre alcuni attrezzisti si rodevano del fatto di non riuscire a sapere cosa avesse fatto la Lazio!» (Giuliano Montaldo).
    
Ulteriori note nella nostra intervista a Giuliano Montaldo disponibile nella sezione Extra
SERIE TV "MARCO POLO"
Testi di Giuseppe Turdo
Grafiche e web-mastering Claudio Secco
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