 LE PUNTATE (1975)
Una
produzione RAI Radiotelevisione Italiana Da un soggetto di
Fabrizio Trecca - Sceneggiatura di Flavio Nicolini e
Fabrizio Trecca Musiche di Enrico Simonetti - Regia di
Salvatore Nocita
Con Giulio Brogi (Jean Delafoy),
Mariella Zanetti
(Nicole Delafoy), Nicoletta Rizzi (Dottoressa
Mayer), Sergio Rossi (Professor Duval),
Ugo Cardea
(Philippe),
Regina Bianchi (Madre
di Daniel Lucas), Laura Belli
(Marianne Laforet)
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Prima puntata
Trasmesso per la prima volta su RAI 1 il 21 ottobre
1975
Con
Guido Tasso
(Daniel Lucas),
Carlo Valli
(Dottor Piantoni),
Dario Mazzoli (Dottor Rademaker),
Giovanna Fiorentini (Brigitte)
e con Lucio Flauto, Franco Vaccaro,
Giorgio Trestini, Lino Robi, Giuseppe Minutillo,
Piero Cuneo, Franco Doria,
Salvatore Funari, Pasquale Gatti, Domenico Imperato |
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In un futuro non lontano il
giovane francese Daniel Lucas, viene condannato a morte per
l’omicidio di un poliziotto, e decapitato. In un’ultima toccante lettera scritta alla
madre, Daniel le confida di aver commesso l’omicidio su mandato di Marianne Laforet,
la donna di cui era
innamorato che, dopo averlo iniziato alla droga contenuta
in speciali sigarette che lei stessa gli
procurava, lo aveva reso incapace di opporre resistenza ai
suoi voleri. A distanza di tempo dall’esecuzione la madre di Daniel non
riesce ancora a placare il
suo dolore, solo in parte lenito dall’alcool e dal
conforto dell’altra figlia, Nicole. Quest’ultima è sposata
con Jean Delafoy, un pilota di auto da corsa che durante una
serie di prove a cronometro
subisce un pauroso incidente. Jean viene prontamente soccorso e condotto
alla clinica del
Professor Duval, dove i medici non possono far altro che
constatarne la morte cerebrale. L’unica possibilità di
salvargli la vita è uno
sperimentale trapianto di cervello che Duval e la sua
equipe hanno studiato e preparato da tempo, ma che non
è stato mai effettuato su un essere umano. La situazione viene prospettata a Nicole, che
finisce per accettare di affrontare i rischi
dell’operazione e le incognite del futuro, pur di avere salva la
vita del marito. Fra i cervelli mantenuti in condizioni
vitali all’interno di curiosi contenitori contraddistinti da
lettere dell’alfabeto greco, il calcolatore elettronico ne
trova uno compatibile
con le caratteristiche genetiche di Jean: "gamma"...
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Seconda puntata
Trasmesso per la prima volta su RAI 1 il 28 ottobre
1975
Con
Carlo Valli
(Dottor Piantoni),
Dario Mazzoli (Dottor Rademaker),
Giovanna Fiorentini (Brigitte)
Maria Grazia
Grassini (Madame Oreille) e con Giorgio Trestini, Lino Robi,
Franco Doria, Salvatore
Funari, Pasquale Gatti, Domenico Imperato,
Giuseppe Minutillo, Lucio Flauto, Laura
Botticelli |
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L’intervento di trapianto è stato effettuato con successo:
il cervello gamma è ora a tutti gli effetti il nuovo
cervello di Jean. Trattandosi però di un organo cui sono
state azzerate le conoscenze e cancellati i
ricordi, è di fatto un contenitore vuoto da riempire.
Compito della dottoressa Mayer è quello di seguire il
progressivo recupero psichico del paziente; il medico
illustra alle persone vicine a Jean le modalità
della riabilitazione: ciascuno di loro
dovrà registrare su un nastro tutto ciò che ricorda circa i
dettagli della vita di Jean. Il contenuto delle
registrazioni viene immesso in un computer, programmato
per filtrare ed organizzare i dati, e fatto ascoltare
incessantemente al paziente che si trova in stato di coma farmacologico. Il risveglio di Jean, alcuni giorni dopo, è la prova che l’intervento è
riuscito; tuttavia la sua prima parola, pronunciata a
fatica, "paura", lascia presagire che il
recupero non sarà per nulla semplice. Infatti,
nonostante i continui progressi fisici, e il riacquisto di
tutte le funzionalità motorie e cerebrali, Jean mantiene
un’espressione innaturale, assente o distante. Ancora
più strani appaiono certi suoi comportamenti, come l’attrazione per il circo e l’ossessionante
desiderio di conoscere Marianne Laforet, da lui pedinata in
più occasioni. L’imponderabile avviene quando Jean, dopo
aver atteso che Marianne sia rimasta sola nella sua
roulotte, la uccide strangolandola...
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Nicoletta Rizzi, che
qui interpreta la Dottoressa Mayer, era stata
Andromeda, la creatura fabbricata da un computer
extraterrestre, nello sceneggiato
"A come Andromeda".
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Terza puntata
Trasmesso per la prima volta su RAI 1 il 4 novembre
1975
Con Maria
Grazia Grassini (Madame
Oreille),
Giacomo Piperno (Commissario
Fontaine),
Marcello Mandò
(Presidente
del tribunale),
Elio Zamuto
(Procuratore Forel),
Walter Maestosi
(Avvocato Levy-Marchand) e con Giorgio Trestini, Giuseppe
Minutillo, Lino Robi, Giovanni Moretti,
Lando Noferi, Secondo Maronetto
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L’ispettore Fontaine, incaricato di far luce sull’omicidio
di Marianne Laforet, interroga la sua vicina di roulotte,
Madame Oreille, anch’essa impiegata nel circo dove la
vittima lavorava. Madame Oreille sostiene di avere visto un
uomo aggirarsi nei paraggi, ma di non ricordarne con
precisione l’aspetto. Con l’ausilio di un avveniristico
apparecchio in dotazione alla polizia, in grado di
visualizzare graficamente i ricordi anche più
sbiaditi, viene ricostruito l’identikit dell’assassino: si
tratta indiscutibilmente di Jean Delafoy. Nel frattempo quest’ultimo, in stato confusionale a causa
dell’inspiegabile gesto compiuto, si dà alla fuga. Dopo un
lungo inseguimento viene raggiunto ed arrestato
dall’ispettore Fontaine. Durante il processo, Levy-Marchand, il suo avvocato,
constata che Jean non è affatto collaborativo. L’imputato è infatti perfettamente conscio di
avere commesso il delitto, anche se non riesce in nessun
modo a spiegarne il motivo. La risposta a tutti gli
inquietanti interrogativi che turbano la mente di Jean,
viene fornita allorché il Professor Duval, durante un
incalzante interrogatorio condotto dall’avvocato difensore,
si vede costretto a rivelare alla giuria, ma anche
all’imputato, di aver effettuato su quest’ultimo un
trapianto di cervello. La notizia sarà, per Jean,
sconvolgente…
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Non si conosce l’esatta collocazione temporale della
storia, anche se si può dedurre che sia ambientata in un
futuro non lontano; lo testimoniano, oltre
all'improbabile intervento di trapianto del cervello su
cui si sviluppa tutta la storia, altri curiosi dettagli
presenti nella scenografia, come il videotelefono
(assolutamente innovativo per i tempi in cui fu messo in
onda lo sceneggiato) o il visualizzatore di memoria,
grazie al quale i ricordi impressi nella mente prendono
forma su un megaschermo,
semplicemente applicando degli elettrodi alla testa e
puntando un raggio 'lettore' alla pupilla.
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Quarta puntata
Trasmesso per la prima volta su RAI 1 l' 11 novembre
1975
Con
Maria Grazia Grassini (Madame
Oreille),
Giacomo Piperno (Commissario
Fontaine),
Marcello Mandò
(Presidente
del tribunale),
Elio Zamuto
(Procuratore Forel),
Paride Calonghi
(Perito Framieu),
Gianfranco Bellini
(Professor Aklund),
Guido Tasso
(Daniel Lucas),
Walter Maestosi
(Avvocato Levy-Marchand) e con Franca Mantelli, Franco Vaccaro,
Lorenzo Grechi |
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Nonostante la validità delle tesi
difensive dell’avvocato Levy-Marchand, gli indizi che
gravano su Jean sono così evidenti che questi viene giudicato
colpevole dell'omicidio premeditato di Marianne Laforet e condannato alla
ghigliottina. Jean, in preda ad una profonda crisi di
identità, nutre il tragico sospetto di aver ricevuto in
trapianto il cervello del cognato Daniel, e di avere
pertanto agito in preda ad un inconscio ed irrefrenabile sentimento di vendetta
covato nei confronti di Marianne. Ma ormai è troppo tardi, ed il condannato attende
l’ora dell’esecuzione nella sua cella quasi come una
liberazione. Sua moglie Nicole invece non vuole rassegnarsi alla
situazione, per quanto disperata; a poche ore
dall’esecuzione, scopre quasi per caso un indizio che
potrebbe far scagionare Jean. Informato tempestivamente
l'avvocato Levy-Marchand, ha inizio una angosciosa corsa contro
il tempo…
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