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«Queste sono
le ultime parole che posso scriverti. Tra pochi istanti busseranno
alla mia cella, mi faranno entrare in ascensore, mi guideranno
per lunghi corridoi verso la stanza della ghigliottina». Dopo
avere scritto alla madre queste ultime angoscianti frasi, Daniel Lucas viene giustiziato.
Era stato condannato per aver ucciso un poliziotto, senza quasi
rendersene conto, obbedendo come un automa ad un ordine impartito
dalla sua ragazza Marianne, sotto l'effetto della droga che lei
gli aveva procurato. Qualche tempo dopo il cognato di Daniel, il pilota di auto da
corsa Jean Delafoy, subisce un grave incidente in cui riporta danni
cerebrali irreversibili. La sua unica possibilità di salvezza è il trapianto del cervello, che il professor Duval e la sua équipe
effettuano con successo per la prima volta nella storia della medicina.
Dopo l'operazione la vita fisiologica di Jean migliora di giorno in
giorno, ma la sua personalità entra in crisi: Jean viene colto da
ossessioni e si comporta in modo
anormale, arrivando a commettere un omicidio senza una ragione
apparente. La vittima è Marianne, che Jean non aveva mai visto né
conosciuto prima. Arrestato, sarà sottoposto ad un estenuante processo,
durante il quale la sua mente confusa si porrà un solo, ossessionante
interrogativo: «Chi sono, io, ora?»
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