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    ARSENIO LUPIN


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GUIDA EPISODI  s  LE DUE STAGIONI                                                                                                                         4  1    2

 

 

STAGIONE 1 (1971)


Serie prodotta da Jacques Nahum e O.R.T.F.
Co-produzione internazionale:
Westdentsches Werbefernsehen, Société Radio Canada (C.B.C.), Osterreichischer Rundfunk (O.R.F.), Radiodiffusion Télévision Belge (R.T.B.), Nederlandse Christelijke Radio Vereniging (N.C.R.V.), Société Suisse de Radiodiffusion Télévision (S.S.R.), Società Ultra Film Roma, Mars International Production, Société Nouvelle Pathé-Cinéma.

Musiche di Jean-Pierre Bourtayre - Sigla finale "L'Arsène" cantata da Jacques Dutronc


Con
Georges Descrières (Arsenio Lupin), Yvon Bouchard (Grognard).

La serie prende spunto dai romanzi scritti nei primi del novecento da Maurice Leblanc, narrati in prima persona dallo stesso, quasi un biografo del suo eroe immaginario. Va detto che le trame sono state notevolmente modificate, tanto da risultare in qualche caso irriconoscibili rispetto all'originale. Nei telefilm, inoltre, le storie si svolgono nel periodo compreso tra le due guerre mondiali, mentre nei romanzi l'ambientazione è quella della Belle Époque, di circa vent'anni antecedente. La serie nasce in co-produzione internazionale, visto che molti episodi, girati al di fuori dei confini francesi, sono stati diretti e supportati da cast tecnici locali. In questa prima stagione, oltre ai meravigliosi scenari naturali offerti dalle scogliere di Étretat in Normandia, dove Lupin ha la sua base operativa, ai telefilm fanno da sfondo le città di Parigi, Amsterdam, Roma, Vienna, Saint Moritz, Bruxelles e varie località della Germania.


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1. Le bouchon de cristal

Adattamento e dialoghi di Jacques Nahum, René Wheeler

Diretto da Jean-Pierre Decourt - Scene Lucien Aguettant

Fotografia Pierre Petit - Montaggio Francine Grubert
Direttore di produzione André Deroual
Trasmesso per la prima volta il 18 marzo 1971

Titolo italiano:
IL TAPPO DI CRISTALLO
Trasmesso per la prima volta in Italia su Rai 1 il 9 aprile 1972
 

Con Nadine Alari (Clarisse), Daniel Gélin (Daubrecq), Yves Brainville (Prasville),
François Chantenay
(Gilbert), Jean-Paul Cisife (Albuflex), Nathalie Piel (Aimée)

 

Lupin insieme a due complici sta portando a termine una rapina nella dimora del noto uomo politico Daubrecq, quando i tre vengono sorpresi dal maggiordomo della villa, che riesce ad uccidere uno di loro restando a sua volta ucciso. Lupin riesce a scappare, ma Gilbert, l’altro complice, viene catturato e condannato alla ghigliottina. Prima di essere arrestato Gilbert consegna a Lupin un tappo di bottiglia in cristallo, raccomandandogli di custodirlo gelosamente senza però spiegarne il motivo. Lupin, che ha molto a cuore il giovane complice, farà di tutto per scoprire il mistero del tappo; questo lo porterà ad indagare sulla vita privata di Daubrecq, uomo senza scrupoli, infiltrandosi in casa sua travestito da vecchio maggiordomo...

 


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2. Victor de la Brigade Mondaine

Adattamento e dialoghi di Claude Brulé

Diretto da Jean-Pierre Decourt  - Scene Lucien Aguettant

Fotografia Pierre Petit - Montaggio Francine Grubert

Direttore di produzione André Deroual
Trasmesso per la prima volta il 25 marzo 1971

Titolo italiano:
VICTOR DELLA SQUADRA MONDANA
Trasmesso per la prima volta in Italia su Rai 1 il 22 agosto 1971
 


Con Marthe Keller (Natacha), Roger Carel (Guerchard),
Bernard Lavalette
(Il prefetto) Pierre Massimi (Bressacq)

e con Jean Berger, Jean Marconi, Jean Thielmant

 

Un giovane ed avvenente criminale imperversa a Parigi mettendo a ferro e fuoco la città e spacciandosi per Arsenio Lupin. Il prefetto studia un piano per arrestare il rapinatore: chiederà aiuto al famoso poliziotto Victor, ritiratosi in pensione in Africa. Quale migliore occasione per il vero Lupin per smascherare il millantatore sostituendosi a Victor con un abile travestimento? Comincia così un divertente gioco delle parti, con il vero Lupin nei panni del falso Victor, che dà la caccia al falso Lupin. Alla fine Arsenio Lupin riuscirà a far catturare il suo malcapitato imitatore dalla polizia, non senza irriderne i rappresentanti e prendersi una giusta ricompensa per il difficile compito portato a termine…

  • L'ordine di trasmissione televisiva seguito dalla RAI non fu esattamente quello proposto dalla televisione francese, cosicché questo fu in realtà il primo episodio mandato in onda in Italia; tale scelta, casuale o voluta che fosse, rese però più 'accattivante' l'approccio dei telespettatori con il personaggio di Arsenio Lupin, poiché, per alcuni minuti, coloro che non conoscevano né la storia, né il volto di Descrières, rimasero ingannati credendo che il vero Lupin fosse l'impostore.


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3. Arsène Lupin contre Herlock Sholmes

Adattamento e dialoghi di Claude Brulé

Diretto da Jean-Pierre Decourt - Scene Lucien Aguettant

Fotografia Pierre Petit - Montaggio Francine Grubert

Direttore di produzione André Deroual
Trasmesso per la prima volta il 1° aprile 1971

Titolo italiano:
ARSENIO LUPIN CONTRO HERLOCK SHOLMES
Trasmesso per la prima volta in Italia su Rai 1 il 29 agosto 1971
 


Con

Marthe Keller (Natacha), Roger Carel (Guerchard), Raymond Gerome (Il prefetto),
Marcel Dudicourt
(Wilson), Henri Virlojeux (Herlock Sholmes)

e con Raoul Curet, Charles Millot, Jean Rupert

 

L'uccisione del ricco e malvagio Dautrec e la sparizione di un diamante di grande valore inducono il prefetto a chiedere aiuto al famoso investigatore inglese Herlock Sholmes e al suo aiutante dottor Wilson. I sospetti sono tutti su Arsenio Lupin, anche se l'omicidio non fa parte del repertorio criminale del famoso ladro, e lascia perciò qualche dubbio sulla sua vera paternità. La suora che assisteva Dautrec al momento del crimine, si è volatilizzata e questo induce Sholmes ad indagare alla ricerca di qualche passaggio segreto all'interno della villa, che lo dovrebbe portare al covo di Lupin. E' evidente che mentre l'inglese indaga, Lupin non starà a guardare inoperoso, e come di consueto, si prenderà gioco di lui ridicolizzandolo in più occasioni...

  • Per ragioni legate a diritti d'autore letterari, Leblanc dovette storpiare i nomi di Sherlock Holmes e del Dottor Watson in Herlock Sholmes e Wilson. In ogni caso è chiara la volontà dello scrittore di far screditare la fama dell'investigatore inglese nei confronti del suo eroe immaginario, che lo batterà sistematicamente. Nei romanzi originali il combattimento tra i due 'colossi letterari' è molto più crudo e drammatico rispetto alla leggerezza dei confronti televisivi, basti pensare che Holmes, nei testi di Leblanc, arriverà addirittura ad uccidere accidentalmente una donna, all'epilogo di un movimentato assedio alla sua roccaforte.

  • Nell'unico episodio della prima stagione nel quale appaiono Sholmes e Wilson, quest'ultimo è interpretato da Marcel Dudicourt, che cederà il ruolo nella stagione 2 a Yves Barsacq.


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4. L'arrestation d'Arsène Lupin
 

Adattamento e dialoghi di Claude Brulé

Diretto da Jean-Pierre Decourt - Scene Lucien Aguettant

Fotografia Pierre Petit - Montaggio Francine Grubert

Direttore di produzione André Deroual

Trasmesso per la prima volta l'8 aprile 1971

Titolo italiano:
L'ARRESTO DI ARSENIO LUPIN
Trasmesso per la prima volta in Italia su Rai 1 il 12 settembre 1971
 


Con Marthe Keller (Natacha), Roger Carel (Guerchard), William Sabatier (Gournay-Martin),
Robert André
(Rozaine), Georges Douking (Il barone Cahorn), Christian Duroc (Raverdan),
Ayala Gryman (Madame Mandrin), Jacques Provins (Aristide)

e con André Bodin, Bernard Charlan, Jacques Hilling, Edith Loria, Mireille Merville, Roger Dudel

 

Questa volta sembra che Arsenio Lupin voglia davvero divertirsi prendendosi gioco del commissario Guerchard e dell'intera istituzione giudiziaria, compresi il direttore del carcere ed i secondini: dapprima si fa volutamente arrestare durante un ricevimento in casa del ricco Gournay-Martin, dove era stato invitato sotto il falso nome di Bernard d'Andrezy. Dopo il suo arresto, coordina dal carcere un piano con Grognard e Natacha per svaligiare la villa del malvagio barone Cahorn. Infine riesce ad evadere per ben due volte, sotto il naso dell'indiavolato Guerchard e dei suoi poliziotti, utilizzando divertenti stratagemmi...

  • Questo episodio chiude il 'trittico' che vede la presenza della Contessa Natacha al fianco di Lupin, come amante e complice. La bellissima attrice svizzera Marthe Keller, che la ha così bene interpretata, approderà ad una brillante carriera cinematografica.


5
5. L'Agence Barnett
 

Adattamento e dialoghi di Claude Brulé

Diretto da Jean-Pierre Decourt - Scene Lucien Aguettant

Fotografia Pierre Petit - Montaggio Francine Grubert

Direttore di produzione André Deroual

Trasmesso per la prima volta il 15 aprile 1971


Titolo italiano:
L'AGENZIA BARNETT
Trasmesso per la prima volta in Italia su Rai 1 il 5 settembre 1971
 


Con Jacques Balutin (Béchoux), Michèle Bardollet (Olga), Roger Carel (Guerchard),
Teddy Bilis
(Gassire), Yves Bureau (Vernisson), René Clermont (Il curato)

e con Mag Avril, Sylvia Saurel, Monique Tarbes, Léonce Corne, Jacques Mauclair

 

L'ispettore Béchoux è convinto che dietro le mentite spoglie dell'investigatore Barnett si celi nientemeno che Arsenio Lupin; egli cerca pertanto di indurlo a tradirsi spiandolo ad ogni sua mossa. Le indagini sul furto del tesoro di re Dagoberto da una chiesa, che vengono condotte simultaneamente dai due, e l'inchiesta sulla misteriosa sparizione di alcuni titoli dalla casa dell'affarista Gassire, daranno modo all'ispettore di constatare l'abilità deduttiva e la destrezza di Barnett, convincendolo sempre di più che Barnett è solo un abile travestimento di Arsenio Lupin. Ma mentre l'ingenuo Béchoux si preoccupa con ostinazione di smascherare il ladro, questi gli 'soffierà' nientemeno che la bella moglie Olga, famosa soubrette del varietà parigino...

  • L'episodio si compone in realtà di due storie distinte, che sono state cucite l'una di seguito all'altra, probabilmente per dare maggiore consistenza alla puntata.

  • Lo stile leggero delle scene e dei dialoghi, caratterizzante quasi tutti gli episodi della serie, fu molto apprezzato dal pubblico televisivo, ma criticato dai 'lupinofili', i quali non gradirono il privilegio dei toni comici e disinvolti, a discapito del carattere drammatico-poliziesco che traspariva invece dai romanzi originali di Leblanc.


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6. La demoiselle aux yeux verts
 

Sceneggiatura di Rolf & Alexandra Becker, Albert Simonin

Diretto da Dieter Lemmel - Scene Helmut Gassner

Fotografia Hermann Gruber - Montaggio Gisela Thielens

Direttore di produzione Jochen Graubner

Trasmesso per la prima volta il 22 aprile 1971

Titolo italiano:
LA RAGAZZA DAGLI OCCHI VERDI
Trasmesso per la prima volta in Italia su Rai 1 il 23 aprile 1972
 


Con Kathrin Ackermann (Lady Dora Bakefield), Suzanne Beck (Aurelia),
Alexander May
(Baumann), Gerd Hauke (Commissario Marschall)

e con Josef Frölich, Manfred Seipold, Hans Herrmann Schaufuss

 

Mentre è in Germania per una vacanza, Lupin si imbatte in una avventura inaspettata: dapprincipio viene addirittura derubato del portafoglio da una ladra professionista, Lady Bakefield; nel recuperare il portafoglio (e l'onore di ladro), Lupin fa la conoscenza di una giovane donna dagli occhi verdi e tristi, per la quale egli prova un paterno sentimento di protezione. Seguendo questo istinto, Lupin aiuterà la ragazza dapprima a discolparsi di un delitto da lei non commesso, ed inoltre a recuperare una grossa fortuna ereditata dal padre e ben nascosta in un luogo segreto. Ma l'eredità fa gola anche ad altre persone...

 


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7. La chaîne brisée
 

Adattamento e dialoghi di Jacques Armand

Diretto da Paul Cammermans Scene Jean Marcillac

Fotografia Pim Heijtman - Montaggio Rob Hakoff

Direttore di produzione David Koning

Trasmesso per la prima volta il 29 aprile 1971

Titolo italiano:
LA CATENA SPEZZATA
Trasmesso per la prima volta in Italia su Rai 2 il 27 maggio 1972
 


Con Sjoukje Hooymayer (Helene), Fons Raodemakers (Mullen), Marja Goud (Claudia),
Steye van Brandenberg
(Marco), Eric van der Donk (Stock)

e con Arnold Gelderman, Sjef van Leeuwen, Ben Minoli, Paul Storm, Ton Vos

 

Un caso di spionaggio mette in grande apprensione i servizi segreti olandesi, che per individuare quale dei propri funzionari sta trasmettendo informazioni strategiche su un piano di difesa nazionale, ingaggiano nientemeno che Arsenio Lupin, questa volta nei panni di investigatore in incognito. Lupin dovrà ricorrere alle sue migliori doti di astuzia e di camuffamento per infiltrarsi nella rete spionistica nemica, che è a conoscenza del suo ingaggio e, soprattutto, sa della sua incontenibile attrazione per le donne...

 


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8. La femme aux deux sourires

Adattamento e dialoghi di Albert Simonin, Duccio Tessari,

Adriano Baracco, Marcello Baldi - Diretto da Marcello Baldi

Scene Marcella D’Ellena, Enrico Fantacci

Fotografia Sergio D’Offizi - Montaggio Maria Luisa Mengoli

Direttore di produzione Danilo Marciani

Trasmesso per la prima volta il 6 maggio 1971

Titolo italiano:
LA DONNA DAI DUE SORRISI
Trasmesso per la prima volta in Italia su Rai 1 il 19 settembre 1971
 


Con Raffaella Carrà (Antonina e Clara), Nerio Bernardi (Marchese Valbruna),
Pasquale Coletta
(Anselmo), Giuseppe Lauricella (Commissario Gorgone),
Vittorio Sanipoli
(Peppino)

e con Pino Sansotta, Nino Terzo, Nietta Zocchi

 

A Roma, Arsenio Lupin ha l’intenzione di impossessarsi dei famosi diamanti di proprietà del Marchese di Valbruna. Sotto le mentite spoglie del pittore Lodain, insediatosi guarda caso proprio nell’appartamento sottostante a quello del Marchese, Lupin conosce una bella e giovane donna, Antonina, che sembra avere una doppia personalità: timida ed insicura in certi momenti, smaliziata ed energica in altri. Per di più Lupin scopre che Antonina è una figlia illegittima del Marchese, concepita con una donna ormai defunta, e cresciuta sotto la tutela di un brigante della zona, Don Peppino, il quale però la chiama Clara. Queste incongruenze fanno venire dei sospetti a Lupin, che svelerà il segreto di un intrigo vecchio di vent’anni…

  • E' l'episodio 'italiano' della serie, interamente girato a Roma. L'interprete femminile a fianco di Georges Descrères è una giovanissima, ed all'epoca non ancora famosa, Raffaella Carrà. Avendo già manifestato il suo talento di ballerina-soubrette, nel film furono appositamente inserite alcune scene ambientate in un café-chantant, dove l'attrice poté esibirsi in un movimentato can-can.


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9. La Chimère du Calife

Sceneggiatura di Rolf & Alexandra Becker, Albert Simonin

Diretto da Dieter Lemmel - Scene Helmut Gassner

Fotografia Hermann Gruber - Montaggio Lilian Seng

Direttore di produzione Jochen Graubner

Trasmesso per la prima volta il 13 maggio 1971

Titolo italiano:
LA CHIMERA DEL CALIFFO
Trasmesso per la prima volta in Italia su Rai 1 il 30 aprile 1972
 


Con Gunnar Möller (Detective Fox), Bernd Schäfer (Robertson),
Tilo von Berlepsch
(Barone von Augstadt), Signe Seidel (Baronessa Mathilda),
Manfred Heidmann
(Dottor Prede)

 

Un gioiello esotico dal valore inestimabile, "la Chimera del Califfo", viene rubato nella villa del Barone von Augstadt, in Germania. Il gioiello sembra avere anche un valore politicamente importante per il buon esito delle trattative al fine dell’aggiudicazione di concessioni petrolifere nel Medio Oriente. Il Barone, molto preoccupato della faccenda, convoca il famoso detective inglese Fox ed il suo aiutante Robertson, perché ritrovino il gioiello. In realtà la pietra è stata sottratta dalla moglie del barone, per consegnarla ad un uomo senza scrupoli, il Dottor Prede, che la ricatta per questioni sentimentali. Disperata, la donna chiede aiuto ad Arsenio Lupin, il quale, per scoprire il nascondiglio del gioiello, dovrà anche camuffarsi da mastro vetraio…

 


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10. Une femme contre Arsène Lupin

Adattamento e dialoghi di Jacques Armand

Diretto da Tony Flaadt - Scene Gigi Grigioni

Fotografia Enzo Regusci - Montaggio Franco Gaieni

Direttore di produzione Piero Pompili

Trasmesso per la prima volta il 20 maggio 1971

Titolo italiano:
UNA DONNA CONTRO ARSENIO LUPIN
Trasmesso per la prima volta in Italia su Rai 1 il 7 maggio 1972
 


Con Juliette Mills (Maria Bonatti), Louis Arbessier (Dottor Fisher),
François Simon
(Monsieur Bonatti), Enrico Schnorf (Blaner), Bruno Vilar (Ludwik)

e con Lucie Avenay, Tiziano Feroldi, Janette von Lasperg, Marisa Traversi

 

In una Saint Moritz tardo-invernale, una banda di rapinatori compie una serie di furti di gioielli ai danni di facoltosi clienti di un albergo. I gioielli vengono dapprima fotografati mentre sono indossati dalle ignare proprietarie, poi vengono rubati e sostituiti con dei perfetti falsi, costruiti osservandone i dettagli fotografici. Le compagnie di assicurazioni assoldano Arsenio Lupin per occuparsi del caso in qualità di investigatore privato, nella convinzione che solo il più grande dei ladri potrà recuperare il bottino, rubandolo ad altri ladri. Ma l'impeccabile lavoro di una affascinante giornalista, Maria Bonatti, crea a Lupin qualche imbarazzo di troppo... 

  • Questo episodio è divertente e girato in un bel paesaggio alpino; tuttavia alcune trovate sembrano piuttosto improbabili, come il braccio mobile teleguidato per rubare una pietra preziosa, che si sposta da solo in una sala, o lo strano congegno ricevente, utilizzato dal capo della banda per ascoltare di nascosto quanto viene detto al piano superiore. Anche il soggetto, soprattutto nel finale della storia, appare frettoloso e lascia un po' a desiderare quanto a verosimiglianza.


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11. Les anneaux de Cagliostro

Sceneggiatura  Rolf & Alexandra Becker, Georges Grammont

Diretto da Wolf Dietrich - Scene Leo Metzenbauer

Fotografia Sigi Hold - Montaggio Geiger

Direttore di produzione Günther Köpf

Trasmesso per la prima volta il 27 maggio 1971

Titolo italiano:
Gli ANELLI DI CAGLIOSTRO
Trasmesso per la prima volta in Italia su Rai 1 il 14 maggio 1972
 


Con

Christine Buchegger (Tamara), Hans Holt (Ludwig von Neydegg), Kitty Speiser (Georgine),
Hans Jaray
(Barone Ordosczy), Grete Zimmer (Baronessa), Otto Ambros (Corcoran)

e con Guido Wieland, Claude Bertrand, Oswald Fuchs, Ossy Kolmann

 

Una splendida villa viennese è sede di un congresso di tesaurologia, al quale partecipa casualmente anche Arsenio Lupin. Il professore inglese Corcoran illustra il mistero di un tesoro dell'epoca di Barbarossa, nascosto da qualche parte, e che può essere ritrovato solo attraverso la codifica di alcune scritte riportate nella parte interna di sette anelli d'oro appartenuti in passato al conte di Cagliostro ed esposti in bella mostra alla platea dei congressisti. Inevitabilmente gli anelli vengono rubati, scatenando una caccia al tesoro tra diversi concorrenti. Tra essi c'è anche la bella contessa Tamara, da sempre rivale di Lupin...

 


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12. Les tableaux de Tornb
üll

Sceneggiatura  Rolf & Alexandra Becker, Georges Grammont

Diretto da Dieter Lemmel - Scene Jan Namus

Fotografia Sigi Hold - Montaggio Geiger

Direttore di produzione Günther Köpf

Trasmesso per la prima volta il 3 giugno 1971

Titolo italiano:
I QUADRI DI TORNB
üLL
Trasmesso per la prima volta in Italia su Rai 1 il 31 maggio 1972
 


Con Kathrin Ackermann (Lady Dora Bakefield), Alexander Hegarth (Stefan von Tornbüll),
Marlene Rahn
(Susi), Corny Collins (Gabriela), Walter Bluhm (Graf von Tornbüll),
Hubert Mittendorf (Mark Foster)

e con Friedrich Georg Beckhaus, Katren Gebelein, Imo Heite.

 

Il conte Stefan von Tornbüll è proprietario di una ricchissima collezione di dipinti che custodisce con molta apprensione nella sua villa nell'isola tedesca di Amrum, dove però da qualche giorno si vedono girare turisti dalle facce poco raccomandabili. Preso dal panico, il conte chiede aiuto al vecchio Ser Alexander Lowcastle, che altri non è se non Arsenio Lupin, il quale consiglia al conte di sostituire i suoi quadri con dei perfetti falsi (che egli stesso si premura di far commissionare) e mettere al sicuro gli orginali. L'idea entusiasma l'ingenuo conte, che cade nel tranello preparato da Lupin. A complicare le cose però sarà una troupe cinematografica che ottiene il permesso di girare un film nella villa del conte...

 


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13. Le sept de cœur

Adattamento e dialoghi: Nathan Grigorieff

Diretto da Jean-Louis Colmant - Scene Raymond Renard

Fotografia Bob Sentroul

Montaggio Roland Perault, Emmanuelle Dupuis

Direttori di produzione Jacques Boigelot, Etienne Samson

Trasmesso per la prima volta il 10 giugno 1971

Titolo italiano:
IL SETTE DI CUORI
Trasmesso per la prima volta in Italia su Rai 1 il 16 aprile 1972
 


Con Janine Patrick (Paula), Roger Dutoit (Andermatt), Raoul De Manez (Maurice Leblanc),
Etienne Samson
(Varin), Raymonde Sartene (Madame Simonard)

e con Jean-Marie Deblin, Lise Bernarde, Rhya Marten

 

Mentre si trova a Bruxelles per motivi di lavoro, Maurice Leblanc conosce "di persona" Arsenio Lupin, in circostanze davvero singolari. Una notte, mentre lo scrittore resta paralizzato dal terrore in camera da letto, la sua abitazione è visitata da rumorosissimi ladri, che non rubano nulla ma lasciano un curioso biglietto da visita: il sette di cuori. Il giorno successivo, un misterioso visitatore chiede a Leblanc il permesso di restare per alcuni minuti chiuso nel salone, dove viene poi rinvenuto cadavere. Infine, il suo amico Despry (che è in realtà Arsenio Lupin), gli rigira sottosopra la casa ed il giardino, alla ricerca di qualcosa. O meglio, di qualcuno, visto che i due scoprono e dissotterrano il corpo di un uomo. Si tratta di un vecchio amico di Lupin, Lecombe, progettista di aerei da guerra e grande appassionato di volo. Arsenio Lupin non si darà pace finché non avrà scoperto gli assassini e vendicato l'amico…

  • E’ forse l’episodio più bello e completo, che chiude in bellezza la prima stagione della serie. Per dare un’idea delle grandi difficoltà tecnico-artistiche che dovette affrontare Descrères nell'interpretazione di Arsenio Lupin e dei suoi travestimenti, basta ricordare che l’attore ha dovuto assumere i connotati di più di una sessantina di personaggi differenti.

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