SERIE TV
"NERO WOLFE"
A cura di Daniele Dall’Acqua

 
NERO WOLFE

Nazionalità: Italia - Anni di produzione: 1969-1971 - Genere: giallo

Numero stagioni: 3 - Numero episodi: 10 (trasmessi in 19 puntate di durata variabile)


New York, Manhattan, trentacinquesima strada: qui vive e lavora l’investigatore privato più famoso della città, Nero Wolfe; egli condivide la sua lussuosa casa-studio con Archie Goodwin, brillante e dinamico assistente, e Fritz Brenner, maggiordomo-cuoco di origini svizzere. Wolfe è misantropo, pigro, puntiglioso ed a volte indisponente; tuttavia non risulta antipatico. Nutre alcune forti passioni: la cucina, le orchidee, di cui è uno dei più noti coltivatori degli Stati Uniti, e i delitti impossibili, attraverso la soluzione dei quali si arricchisce, grazie soprattutto alle stratosferiche parcelle presentate ai suoi facoltosi clienti. Quando lavora, spesso viene in contatto con il focoso ispettore Cramer della polizia di New York. Quest'ultimo non sopporta l’idea di essere tenuto all’oscuro sugli sviluppi delle indagini di Wolfe, minacciando in più occasioni l’intenzione di arrestarlo o di revocargli la licenza di investigatore. Ma, in fondo, Cramer sa di poter contare sulla lealtà di Wolfe e sulla risoluzione, da parte di quest’ultimo, degli enigmi più intricati.

 
 

 

STAGIONE 1 (1969)

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Una produzione RAI Radiotelevisione Italiana
Musiche dei titoli Nunzio Rotondo - Commento musicale elettronico Romolo Grano
Scene Giorgio Aragno, Sergio Palmieri
(per "Il pesce più grosso" e "Il patto dei sei") - Arredamento Giorgio Pantaleone - Luci Giorgio Abballe
Costumi Maria Teresa Palleri Stella, Enrico Rufini
(per "Circuito chiuso" e "Per la fama di Cesare")
Montaggio Mario Morra - Regia Giuliana Berlinguer

Con Tino Buazzelli (Nero Wolfe), Paolo Ferrari (Archie Goodwin), Pupo De Luca (Fritz Brenner), Renzo Palmer (Ispettore Cramer),
Roberto Pistone (Saul Panzer), Mario Righetti (Orrie Carter), Gianfranco Varetto (Fred Durkin)

Molti episodi della serie si discostano dai romanzi di Rex Stout, soprattutto per l'ambientazione temporale, posticipata agli anni in cui gli episodi sono stati girati. Inoltre nella serie televisiva non vi è traccia di Theodore Horstmann, l'assistente di Wolfe alla cura delle orchidee. Il suo ruolo è ricoperto dal tuttofare Fritz Brenner, che invece nei romanzi si dedica esclusivamente alla cucina. Un ultimo dettaglio da notare è che nei libri di Stout il nome di uno dei detectives che aiutano Wolfe è Orrie Cather, e non Carter come appare invece (forse per errore?) nei titoli di testa. Le scene degli interni sono girate in forma teatrale, magistralmente dirette da Giuliana Berlinguer. Poiché tutti gli episodi sono stati suddivisi e trasmessi in due parti, prima dell'inizio della seconda parte è Archie Goodwin che, dal suo studio, si rivolge ai telespettatori e riassume in cinque minuti il contenuto della puntata precedente.

 


 

 

1. Veleno in sartoria (prima puntata)

Dal romanzo "La scatola rossa" ("The Red Box", 1937) di Rex Stout - Adattamento televisivo Belisario Randone
Trasmesso per la prima volta su RAI 1 il 21 febbraio 1969 (Durata: 56 min.)

Con Carla Gravina (Helen Frost), Marisa Bartoli (Thelma Mitchell)Cecilia Todeschini (Molly Lauck),
Andrea Lala (Lew Frost), Aroldo Tieri (Boyden Mac Nair)Barbara Landi (Signora Lamont),
Raffaele Giangrande (Dudley Frost), Marina Berti (Callie Frost), Massimo Serato (Claude Gebert),
Franco Odoardi (Agente Pat), Tullio Valli (Sergente Muffin), Oscar Andreani (Beniamino Beach)

 

Molly Lauck, indossatrice in una importante sartoria di proprietà di Boyden McNair a Manhattan, muore dopo aver mangiato un confetto avvelenato, scelto da una scatola di dolci probabilmente non destinata a lei. Lew Frost, cugino di Helen Frost che lavora come indossatrice nello stesso atelier, è convinto che il confetto fosse destinato proprio ad Helen, che tra non molto erediterà un grosso patrimonio, e cerca in tutti i modi di persuadere Nero Wolfe a chiarire il mistero. Solo attraverso l’espediente, suggerito da Goodwin, di una petizione firmata dai più importanti coltivatori di orchidee degli Stati Uniti, Lew riesce convincere Nero Wolfe ad occuparsi del caso, e a recarsi addirittura di persona alla sartoria per avviare le indagini. Quando anche Boyden Mac Nair, proprio nello studio dell’incredulo Nero Wolfe, muore avvelenato da una compressa contro il mal di testa, il mistero si complica ulteriormente. Mac Nair, in punto di morte, sussurra a Wolfe e Goodwin strane parole, alludendo ad una fantomatica scatola di velluto rosso, all’interno della quale si troverebbe la soluzione dell’enigma…

  • Già in questo primo episodio si ode il noto scricchiolio delle scarpe di Nero Wolfe, un suono che veniva generato da un primordiale sintetizzatore, utilizzato per i commenti sonori dal musicista Romolo Grano.


 

 

2. Veleno in sartoria (seconda puntata)

Dal romanzo "La scatola rossa" ("The Red Box", 1937) di Rex Stout - Adattamento televisivo Belisario Randone
Trasmesso per la prima volta su RAI 1 il 28 febbraio 1969 (Durata: 67 min.)

Con Carla Gravina (Helen Frost), Andrea Lala (Lew Frost), Marina Berti (Callie Frost),
Raffaele Giangrande (Dudley Frost), Massimo Serato (Claude Gebert),
Franco Odoardi
(Agente Pat), Tullio Valli (Serg. Muffin), Gabriele Polverosi (Ten. Rowcliff)

 

Dopo la morte di Mac Nair, si susseguono frenetici i colloqui con l’ispettore Cramer della squadra omicidi della Polizia di New York, convinto che Nero Wolfe abbia già in mano la soluzione del caso, e con i componenti della famiglia Frost: Callie, la madre di Helen, Dudley, suo zio e tutore del suo patrimonio fino alla maggiore età, ed il fascinoso Claude Gebert, che si spaccia per fidanzato della giovane ereditiera. Anche Gebert, però, viene assassinato, forse perché a conoscenza di qualche particolare importante sulla vicenda. Wolfe è sicuro di sapere chi è il colpevole, ma è anche convinto che solo il ritrovamento della scatola di velluto rosso, di cui immagina il contenuto, può fornirgli le prove che inchioderanno l’assassino. Grazie ad un astuto espediente, il colpevole viene smascherato e consegnato all’ispettore Cramer, la cui reputazione è stata ancora una volta salvata dall’arguzia di Nero Wolfe...


 

 

3. Circuito chiuso (prima puntata)

Dal romanzo "Nero Wolfe sotto il torchio" ("If Death ever Slept", 1957) di Rex Stout
Adattamento televisivo Margherita Cattaneo
Trasmesso per la prima volta su RAI 1 il 7 marzo 1969 (Durata: 55 min.)

Con Mario Pisu (Otis Jarrell), Giancarlo Fantini (maggiordomo), Marzia Ubaldi (Trella Jarrell),
Romina Power (Lois Jarrell), Umberto D'Orsi (Roger Foote), Pier Luigi Zollo (Wyman Jarrell),
Barbara Valmorin (Nora Kent), Luciano Tacconi (Brigham), Laura Tavanti (Susan Jarrell),
Germano Longo (Jim Eber), Vittorio Zizzari (l'agente di Horland)

 

Otis Jarrell è un facoltoso uomo d’affari, che nel corso degli anni ha accumulato un colossale impero finanziario; ma ultimamente la concorrenza sembra abbia conosciuto in anticipo le sue intenzioni, riuscendo a soffiargli un affare importante. Jarrell, convinto che il suo segretario e sua nuora Susan stiano passando preziose informazioni ai rivali, licenzia il primo e chiede a Nero Wolfe di procurare le prove in grado di smascherare la seconda, offrendo a tal scopo un compenso vertiginoso. Toccherà pertanto a Goodwin trasferirsi sotto mentite spoglie nella dimora-azienda dei Jarrell, spacciandosi per il nuovo segretario. Il caso si complica quando dallo studio di Jarrell qualcuno riesce a sottrarre una pistola, eludendo il sistema di sorveglianza a circuito chiuso, ed ancor di più quando, con una pistola dello stesso calibro di quella sottratta, viene ucciso Jim Eber, il segretario di Jarrell da poco licenziato. Wolfe, tenuto costantemente informato sui fatti da Archie Goodwin, convoca tutti nel suo studio…


 

 

4. Circuito chiuso (seconda puntata)

Dal romanzo "Nero Wolfe sotto il torchio" ("If Death ever Slept", 1957) di Rex Stout
Adattamento televisivo Margherita Cattaneo
Trasmesso per la prima volta su RAI 1 il 14 marzo 1969 (Durata: 67 min.)

Con Mario Pisu (Otis Jarrell), Giancarlo Fantini (il maggiordomo), Marzia Ubaldi (Trella Jarrell),
Romina Power (Lois Jarrell), Umberto D'Orsi (Roger Foote)Pier Luigi Zollo (Wyman Jarrell),
Barbara Valmorin (Nora Kent), Luciano Tacconi (Brigham)Laura Tavanti (Susan Jarrell),
Tino Schirinzi (il procuratore), Giancarlo Bonuglia (lo stalliere), Emilio Marchesini (la guardia civica),
Alfredo Dari
(il carrozziere), Margherita Simoni (l'assistente di Doll Bonner), Vittoria Dal Verme (Doll Bonner)

 

Sull’omicidio di Jim Eber indaga anche l’ispettore Cramer, che non si spiega la presenza di Goodwin in casa Jarrell già prima che il delitto fosse commesso, e chiede spiegazioni a Nero Wolfe. Nel frattempo viene rinvenuto un altro cadavere; si tratta dell’amico-rivale in affari di Jarrell, Corey Brigham, assassinato con un colpo di pistola al cuore. L'omicidio è stato compiuto con la stessa “calibro 7,65”. E’ necessario a questo punto ritrovare l’arma del delitto, e Nero Wolfe sguinzaglia per la città tutti i suoi assistenti: Orrie Carter, Saul Panzer, Fred Durkin, Doll Bonner e lo stesso Goodwin si producono in meticolose ricerche della pistola nei luoghi che Wolfe ha loro indicato. Alla fine, con la consueta teatralità inscenata davanti a tutti i sospetti convocati nel suo studio, Nero Wolfe costringerà l’assassino a confessare...


 

 

5. Per la fama di Cesare (prima puntata)

Dal romanzo "La guardia al toro" ("Some Buried Caesar", 1939) di Rex Stout
Adattamento televisivo Edoardo Anton
Trasmesso per la prima volta su RAI 1 il 21 marzo 1969 (Durata: 57 min.)

Con Antonio Rais (Dave), Gabriella Pallotta (Lily Rowan), Aldo Giuffrè (Thomas Pratt),
Umberto Ceriani (Jimmy), Amos Davoli (Daniel Benneth), Franco Sportelli (Mac Millan),
Silvio Spaccesi (Cullen), Giorgio Favretto (Clyde Osgood), Nicoletta Languasco (Nancy),
Ezio Marano (Howard Bronson), Carlo Landa (l'agente), Lucio Rama (Frederick Osgood),
Luigi Montini (Procuratore Waddell), Antonio Meschini (Sceriffo Darth), Vittorio Duse (Dick)

 

Nero Wolfe e Goodwin sono diretti a Crowfield, un villaggio agricolo dove ha luogo una fiera alla quale l'investigatore è invitato come espositore di orchidee. Una foratura della Rolls Royce li costringe ad una sosta forzata presso la fattoria di Thomas Pratt, dove fanno conoscenza con Cesare, un poderoso toro da allevamento. Pratt confida a Wolfe che Cesare è destinato alla macellazione per rifornire un mega-barbecue, che dovrebbe garantire alla sua catena di ristoranti un discreto ritorno pubblicitario. Gli allevatori del posto sono invece contrari all’uccisione del toro e e fanno di tutto per dissuadere Pratt. Clyde Osgood, figlio di un acerrimo nemico di Pratt, lo sfida ad una scommessa: Clyde è certo che Pratt non riuscirà nel suo intento. Wolfe assiste alla scommessa con un certo interesse. Quella stessa notte il corpo senza vita di Clyde viene trovato nel recinto di Cesare, apparentemente ucciso dal toro. In realtà Wolfe nota alcuni elementi che fanno supporre che Clyde sia stato assassinato, e comincia ad indagare. Intanto il povero Cesare, si ammala e muore di carbonchio. Tragica fatalità, o qualcuno ha la necessità di far sparire al più presto la povera bestia?...

  • In questo episodio Archie Goodwin fa la conoscenza di Lily Rowan, nipote di Thomas Pratt. Nei romanzi di Stout, il rapporto tra Lily e Archie è destinato a protrarsi nel tempo, come legame sincero e duraturo.


 

 

6. Per la fama di Cesare (seconda puntata)

Dal romanzo "La guardia al toro" ("Some Buried Caesar", 1939) di Rex Stout
Adattamento televisivo Edoardo Anton
Trasmesso per la prima volta su RAI 1 il 28 marzo 1969 (Durata: 60 min.)

Con Nicoletta Languasco (Nancy), Umberto Ceriani (Jimmy), Vittorio Duse (Dick),
Gabriella Pallotta (Lily Rowan), Antonio Rais (Dave), Ezio Marano (Howard Bronson),
Franco Sportelli (Mac Millan), Luigi Montini (Procuratore Waddell), Silvio Spaccesi (Cullen),
Antonio Meschini (Sceriffo Darth), Amos Davoli (Daniel Benneth),
Aldo Giuffrè
(Thomas Pratt), Lucio Rama (Frederick Osgood)
e con Jole Cappellini, Marisa Piergiovanni, Attilio Dottesio, Ezio Rossi, Erminio Spalla, Antonello Pischedda

 

Nero Wolfe è convinto che solo la conoscenza del movente può condurre all’assassino, e certamente il movente è legato alla scommessa su Cesare che il povero Clyde era così sicuro di poter vincere. Spunta intanto un tipo poco raccomandabile, Howard Bronson, creditore di una ingente somma nei confronti di Clyde e fortemente sospettato di essere l’omicida. Ma anche Bronson viene ucciso da un colpo di forcone e Goodwin arrestato perché indiziato per questo delitto. Solo una geniale intuizione di Wolfe, ed una visita notturna agli archivi della cooperativa degli allevatori, permetteranno all’investigatore di venire a capo della faccenda...


 

 

7. Il pesce più grosso (prima puntata)

Dal romanzo "Nero Wolfe contro l'FBI" ("The Doorbell Rang", 1965) di Rex Stout
Adattamento televisivo Edoardo Anton
Trasmesso per la prima volta su RAI 1 l'11 aprile 1969 (Durata: 79 min.)

Con Paola Borboni (Signora Bruner), Silvia Monelli (Signorina Dacos), Adolfo Geri (Dottor Wolmer),
Eliana D'Alessio (la cameriera), Lia Angeleri (Signorina Althaus), Maria Teresa Vianello (Miriam Hinckley),
Enrico Luzi (Quayle), Ugo Pagliai (Arthur Yarmack), Giorgio Bonora (il primo G-man),
Cesare Gelli (il secondo G-man), Laura Faina (una donna),
Evar Maran (Franck Odell)

 

L’anziana Signora Bruner, ricca imprenditrice, si rivolge a Nero Wolfe perché si occupi del suo problema: liberarsi dell’assillo dell’FBI, per la cui soluzione è disposta a pagare una cifra astronomica. Tutto è iniziato in seguito alla distribuzione di qualche migliaio di copie di una pubblicazione letteraria avente come tema i metodi "poco ortodossi" usati dagli agenti federali; la Bruner si è decisa ad acquistare le copie del libro e spedirle a personaggi influenti, spinta da un suo ideale, e soprattutto da un episodio piuttosto misterioso verificatosi alcuni giorni prima: l’omicidio di un giornalista, Morris Althaus, che stava conducendo un reportage proprio sull’FBI. Nel momento stesso in cui Wolfe accetta l’incarico, anche la sua abitazione viene messa sotto osservazione dai G-men, e come Goodwin teme, invasa da microspie. Inizia pertanto un divertente duello tra la squadra di Nero Wolfe e l'FBI...

  • Alcune considerazioni di Goodwin circa le 'avveniristiche' tecnologie usate nello spionaggio, come ad esempio le dimensioni ridotte di un microfono, oggi fanno sorridere. In realtà va tenuta presente la data di pubblicazione del romanzo.

  • Silvia Monelli, che qui è la signorina Dacos, tornerà nella terza stagione in "Sfida al cioccolato" (17/18) nella parte di Anna Blount.


 

 

8. Il pesce più grosso (seconda puntata)

Dal romanzo "Nero Wolfe contro l'FBI" ("The Doorbell Rang", 1965) di Rex Stout
Adattamento televisivo Edoardo Anton
Trasmesso per la prima volta su RAI 1 il 18 aprile 1969 (Durata: 71 min.)

Con Silvia Monelli (Signorina Dacos), Antonio La Raina (il primo camionista),
Paolo Lombardi (il secondo camionista), Simone Mattioli (Kirby), Bruno Smith (Jarvis),
Giorgio Bonora
(il primo G-man), Cesare Gelli (il secondo G-man), Arnaldo Bagnasco (Agente Bill),
Fernando Cajati (Wragg), Paola Borboni (Signora Bruner)

 

Per liberare se stesso e la Signora Bruner dall'assillo dei federali, Nero Wolfe deve far luce sull'omicidio Althaus, che la polizia ha prematuramente archiviato. E' stato veramente un delitto compiuto da agenti federali? Per quale motivo l'ispettore Cramer è stato invitato proprio dall'FBI ad archiviare il caso? Archie Goodwin e gli altri investigatori della sua squadra daranno il meglio di loro stessi per scoprirlo, evitando i pedinamenti e reperendo preziose informazioni. Wolfe, come sempre, dirige le operazioni dalla sua scrivania. Grazie alle consuete geniali deduzioni, l'investigatore riesce a chiarire il caso  Althaus. A questo punto non rimane che architettare il modo per potersi definitivamente liberare dell'FBI...

  • In entrambe le puntate sono apprezzabili le performances di Pupo De Luca come pianista, percussionista, fisarmonicista e persino trombettista, rigorosamente in presa diretta, e realmente effettuate dall'attore senza play-back: una vera chicca.


 

 

9. Un incidente di caccia (prima puntata)

Dal romanzo "Tre sorelle nei guai" ("Where There's A Will", 1940) di Rex Stout
Adattamento televisivo Vladimiro Cajoli
Trasmesso per la prima volta su RAI 1 il 13 luglio 1969 (Durata: 53 min.)

Con Paola Mannoni (Mary), Gianna Piaz (Clotilde), Esmeralda Ruspoli (Amelia), Mariolina Bovo (Diana Karn),
Antonio Pierfederici (Glenn Prescott), Edmonda Aldini (Daisy Hawthorne), Pierpaola Bucchi (Sara Dunn),
Enzo Garinei (Procuratore Mandelbauer), Renato De Carmine (Eugenio Davis)

 

Dopo la morte del ricco imprenditore Nöel Hawthorne, l’avvocato Prescott, amico di famiglia, dà lettura del testamento alle sorelle ed alla moglie del defunto. Con grande sorpresa, tutto il patrimonio viene lasciato all’ultima "amica" di Nöel, Diana Karn. Ciò fa infuriare la vedova Daisy, che vuole gettare sulla famiglia un clamoroso scandalo. Cosa che non è gradita alle tre sorelle, le quali vogliono invece cercare un "accomodamento" economico con la Karn. Si rivolgono pertanto a Wolfe per chiedere il suo aiuto con un incarico formale. Wolfe, di sicuro non avrebbe mai accettato, se non fosse per due particolari accattivanti: la morte di Nöel non è infatti dovuta ad un tragico incidente di caccia, così come inizialmente ipotizzato, ma ad un omicidio; inoltre i rapporti tra Nöel ed il cognato, influente uomo politico, sembra fossero incrinati a causa di una vicenda poco chiara di speculazioni in Argentina…


 

 

10. Un incidente di caccia (seconda puntata)

Dal romanzo "Tre sorelle nei guai" ("Where There's A Will", 1940) di Rex Stout
Adattamento televisivo Vladimiro Cajoli
Trasmesso per la prima volta su RAI 1 il 15 luglio 1969 (Durata: 63 min.)

Con Gilberto Mazzi (James), Pierpaola Bucchi (Sara Dunn), Esmeralda Ruspoli (Amelia), Paola Mannoni (Mary),
Edmonda Aldini (Daisy Hawthorne), Claudio Gora (John Charles Dunn), Mariolina Bovo (Diana Karn),
Renato De Carmine (Eugenio Davis), Antonio Pierfederici (Glenn Prescott), Gianna Piaz (Clotilde)

 

Wolfe vuole sapere di più sulla vicenda dell’Argentina e sulla dinamica dell’omicidio. Vi può essere un nesso tra le due cose? Comincia ad interrogare uno ad uno tutti i sospetti, a cominciare dalla vedova Daisy, che gira con il volto coperto da un lugubre velo, come un fantasma; si dice che sia stata sfigurata alcuni anni prima da un colpo di fucile partito accidentalmente al marito durante una battuta di caccia. La storia si arricchisce improvvisamente di colpi di scena: innanzitutto viene accertato che Daisy non ha il volto sfigurato, poi si scopre nella casa di quest’ultima il cadavere di Diana Karn, morta strangolata. Nero Wolfe riuscirà a far luce sul caso grazie a due dettagli quasi insignificanti: un fiordaliso appassito ed una strana erba selvatica di brughiera…


 

 

11. Il patto dei sei (prima puntata)

Dal romanzo "Sei per uno" ("The Rubber Band", 1936) di Rex Stout - Adattamento televisivo Giuliana Berlinguer
Trasmesso per la prima volta su RAI 1 il 27 luglio 1969 (Durata: 76 min.)

Con Vittorio Sanipoli (Anthony Perry), Augusto Mastrantoni (Harlan Scovil), Elsa Polverosi (Signorina Barish),
Carmen Scarpitta (Claire Fox), Edoardo Toniolo (Ramsey Muir), Cristina Mascitelli (Hilda Lindquist),
Loris Gafforio (Mike Walsh), Sergio Reggi (Serg. Stebbins), Gabriele Polverosi (Ten. Rowcliff),
Arnaldo Bagnasco (Agente Bill), Enrico Lazzareschi (Francis Horrocks)

 

Due casi apparentemente non correlati, che tuttavia riguardano la stessa persona, si presentano contemporaneamente a Nero Wolfe. La persona in questione è la bella Claire Fox, impiegata alla Compagnia Mercantile, di cui è presidente Anthony Perry. E’ proprio lui a chiedere all’investigatore di occuparsi di un furto di una discreta somma sparita dal cassetto della scrivania del vice presidente della Compagnia. Gli indizi di colpevolezza portano proprio a Claire Fox. Poche ore dopo, la stessa Claire si presenta nell’ufficio di Wolfe insieme ad altre persone, e gli racconta una storia risalente a più di cinquant’anni prima: un patto tra sei persone. Uno di loro, condannato sommariamente a morte, aveva promesso agli altri di dividere la metà del suo ingente patrimonio in cambio del loro aiuto a salvargli la vita. Una volta fuggito, di lui non si è saputo più nulla. Dopo molti anni, Claire, figlia di uno dei sei, è convinta di avere individuato colui che dovrà mantenere il patto: si tratta di Lord Clivers, influente uomo politico del momento. Ma che relazione c’è tra il patto dei sei ed il furto alla Compagnia Mercantile? Mentre Nero Wolfe è preso dalle sue deduzioni, giunge un colpo di scena: il vecchio Scovil, uno dei sei, viene ucciso a colpi di pistola in piena Manhattan, proprio mentre sta andando all’appuntamento con Nero Wolfe...


 

 

12. Il patto dei sei (seconda puntata)

Dal romanzo "Sei per uno" ("The Rubber Band", 1936) di Rex Stout - Adattamento televisivo Giuliana Berlinguer
Trasmesso per la prima volta su RAI 1 il 3 agosto 1969 (Durata: 80 min.

Con Gabriele Polverosi (Tenente Rowcliff), Arnaldo Bagnasco (Agente Bill), Sergio Reggi (Sergente Stebbins), Enrico Lazzareschi (Francis Horrocks), Loris Gafforio (Mike Walsh), Carmen Scarpitta (Claire Fox),
Edoardo Toniolo (Ramsey Muir), Gastone Bartolucci (Lord Clivers), Vittorio Sanipoli (Anthony Perry),
Gianni Bonagura (Procuratore Skinner), Cristina Mascitelli (Hilda Lindquist)

 

La polizia sta conducendo le indagini sul furto alla Compagnia Mercantile. La refurtiva è stata recuperata nell’abitacolo dell’auto di Claire Fox: era lei la ladra, o qualcuno ha inscenato il fatto per incastrarla? Wolfe propende per questa seconda ipotesi, ed offre a Claire asilo e un singolare nascondiglio in casa sua, sfidando l’ispettore Cramer e i suoi uomini. L’investigatore riceve Lord Clivers e lo ascolta sulla vicenda del patto. Clivers asserisce di aver già saldato il suo debito molti anni prima, con uno dei sei, Coleman; sottopone a Wolfe la ricevuta del pagamento controfirmata da tutti gli interessati. Il mistero si infittisce allorché viene compiuto un secondo omicidio ai danni di un altro dei sei, Mike Walsh, che con Claire e gli altri pretendeva il risarcimento da Clivers. Nella vicenda manca solo Coleman, del quale nessuno ha più avuto notizie: che sia lui l’omicida? E quale sarà ora la sua identità? Nero Wolfe ha già qualche sospetto…


 

 

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